|
sabato, febbraio 03

Canna Molle
Canna molle sale piegandosi ,
districando il busto tra il fogliame
e rincorre l’altra sponda
che a destra e’ piena ,
a destra e’ una macchia.
A sinistra il campanile ,
o cosi’ pare,
perche longilineo e gravido di foglie,
scruta la gobba della canna
che si allunga sino a diventar in alto, stitica,
chiesa senz'altare, abside senza nome,
ha il campanile, la macchia che fa il coro
il ramo, canna molle, che e' anche l'arco,
o cosi' pare.
Jonas
domenica, aprile 09

Milano 06 aprile 06
La luce soffusa proietto' su carta un riverbero opaco...
una silhouette senza alcun nome, priva di parola, bagliore e accento alcuno...
e la carta sorrise, accogliendola quell'ombra, come fosse sua...
ridisegnandola e fissandola...
con il timore che il barlume , stanco, potesse fuggire, trascinando con se' quel profilo scuro...
ancora una volta, per l'ennesima volta...
Jonas
domenica, febbraio 12

Mansardina-12febbraioduemilasei
Scacchi di luce prepotente sulla solita dama
colma di tappeti e fibre,
i medesimi oggetti che ,vegliando, non proferiscono parola alcuna...
solo la stufa balla e vira assieme al suo calore ...
cullandomi mira agli scacchi, i medesimi oggetti, le fibre, la solita dama..
Jonas
domenica, novembre 06
Milano - mansarda ore 10.00
chiudendo gli occhi, a volte, si intende lo spazio muovere gli arti di nascosto...
come il bambino non rivela ed eclissa una palla,un sorriso, un pianto,
cosi' questi sottrae alla vista il suo brusio.
ed allora alla sinistra la noiosa e persistente marcia della lavatrice ... pare muova 10,100, mille gendarmi contenendoli nella scrupolosa fila;
in alto, sul tetto, la finestra assiste il picchiettìo della pioggerella che consente una fischiata gioiosa...
un sibilìo che porta ali, un becco... e salta da un rifugio all'altro...
sposto l'orecchio in la',
la doccia ha un sussulto..inghiottisce l'eco di un gorgoglìo poi,
oltre la porta, le note di un disco si mischiano ad un "ti amo" impetuoso che passa testardo...
l'infisso, non ama soffocare quel baccano pacifico e lieto...
chiudendo gli occhi, a volte , un unico suono diviene mille suoni
si scompone arruffandosi e, placido, ridisegna lo spazio accarezzandone i concetti..
jns..
domenica, ottobre 02

Milano 02.ottobre.2005 - mansardina
grave il suono della campana
mentre la pioggia bussa sui vetri,
e si fa spazio scostando la luce
e la spinge lontano da chi, con sguardo dubbioso, attende di vederla entrare in casa
e si arresta .
ma di lei lascia una idea
mentre un barlume, timidamente, si appoggia alla finestra...
jns
domenica, settembre 11

10.settembre.2005 - castelletto ticino -
Acqua che naturalmente vaga, muovendo piano la barca più grigia...
la dondola ,
piacevolmente con garbo, la culla...
scuote la perenne tavola quieta il pescatore ed i suoi alti stivali ...
serra in mano il fucile silenzioso che lancia e recupera con la consueta flemma del braccio stanco .
Cade il sole in picchiata, come a riguadagnare minuti persi regalando le sue larghe ombre , dipingendo forme , chiedendo spazio agli olmi, alle sedute...
il cigno ride e plana, il campanile osserva religiosi silenzi
e la gente , floscia al tavolino, recupera il magnificente quadro
facendo ballare un bicchiere tra le mani...
jns

venerdì, settembre 02
27.agosto 2005 - ore 17.00 - cagnes s/m
ci son momenti in cui il tasto bianco si percuote .. si compiace
e null'altro occorre...
l'osservanza delle regole , il silenzio, l'ininterrotto eco e mai stanco pulsare del cardio prossimo alla gola...
le vibrazioni di una pelle che saggiamente ascolta e contiene , come il gravido ventre, riverberi di tristezza, malinconia, pace e serenita' muta...
silenti le luci , flebili i colori... intensi per concetto e garbo al tempo stesso...
poiche' gli occhi , non sempre sono i soli depositari dell'equa veduta..
l'amore lo si porta dentro, in un anfratto remoto , prossimo al tatto dell'altra mano, sentendone consistenza e calore...
la felicita' e' anche questa, nel tempo in cui l'organo tattile accarezza , le labbra si schiudono per l'emozione ed un tasto, si percuote..
jonas

martedì, agosto 16

15 agosto 05 - chapelle St.Pierre -Cagnes
un albero d'ottone colmo di rosse bugie
in una piccola chiesa sfiorata dalle onde...
ogni ramo detiene concetti, pensieri, preghiere
espressioni sottotono ...
immagini flebili del passato, presente, astratto venturo....
Le fiaccole si muovono sinuose ,
una donna si china,
fende l'aria rammentando una croce ...
La breccia si affaccia irriverente
recando l'odore del mare
jns
martedì, agosto 09
musica,
frammento di liquidita' emotiva....
e cosi',fendendo un barlume, erompono e si infrangono le note.....
si sollevano lungo fredde pareti , percuotono capo e cuore ...
non cessano laddove la strada e' negata o mancante di alcun volere....
perche' si lasciano cadere..
le note..
come fossero mozzi d'un veliero addomesticato...come fossero schiave dell' imperante severo , come l'erba che si piega e china al vento...come la terra gracile all'alba del torrente piu' furioso....
si lasciano cascare e, governano il carro...
nessuno e nulla e' piu' grande di chi , senza alcun affanno, cinge e caldeggia anima e cuore....
le note, piano, si lasciano cascare e, come fuso terso e cristallino liquido , conducono l'iracondo ed impaziente barroccio...
...mi manchi questa sera piu' che mai...
jns
sabato, luglio 16
16 luglio duemilacinque - mansarda - ore 19.12
quante foglie verdi si muovono nel medesimo atto...
chinandosi, scostandosi , mai piegandosi..
come salutassero il mondo dal punto piu' alto , non curandosi del rumore ch'esso procura...
un treno lontano, una sirena che in pochi istanti diviene remota,
voci stridule mancanti di un qualsiasi confidente tono , legate ad una prossima stazione....
le anime morbide mostrano solerti il tronco e, se ne compiacciono....
mentre il mondo fa rumore e di lui, loro ed il pallido sole, non si curano....
jns
|